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 Copertina Invidio il vento 500

 

“Forse dentro al vento è rimasto qualcosa del tuo amore.”

Alda Merini

 

 

Dalla copertina:

 

Una sorta di percorso, epifanico e dialettico, volto all’ascolto di quella parte tacita ma non sempre consenziente del nostro Io interiore che assembla parole, ricordi, sensazioni e li catapulta nel vivere quotidiano nascondendo le nostre nudità emozionali a occhi indiscreti.
Il Poeta viaggia, con esiti ed effetti di notevole suggestione, entro uno spazio sensoriale quasi senza confini, reclamando a sé la sua cifra di dolore e meditazione e forza, di bagaglio sentimentale nel duro viaggio quotidiano, di accensioni, cadute e nuove ascese, di abissi e paradisi. E ci offre tramite la piana, e pur piena, potenza del suo versificare un’interpretazione esistenziale che ha un misterico sapore agrodolce. Invidio il vento è quasi una dichiarazione programmatica, indagine dei casi e delle cose che creiamo e in cui capitiamo, del caos in cui siamo gettati e dell’armonia che sempre tentiamo di recuperare, con la scrittura poetica quale prezioso viatico. Non basta lo spettro della razionalità per gestire le relazioni, l’eterno conflitto, fra il sublime e il terribile, che l’amore, in ogni sua declinazione, rappresenta ed è maschera, totem. Le vite degli altri ci sfiorano ogni giorno e lasciano tracce di dolore su una pelle sensibile. Voci nel dramma che ogni dì ci investe e riveste. Voci che abbiamo a un certo punto smesso di ascoltare, confinandole nella dimenticanza. Ma il poeta non è mai sordo, e la lingua arcana della poesia consente di recuperare le voci e le vite degli altri, anche quelle apparentemente andate per sempre. La nostalgia (e la sua implicita idea di ritorno) unita alla resilienza (intesa come capacità di resistere e ri-forgiarsi anche dopo eventi traumatici) può compiere miracoli. Ma infine è la capacità di amare che dà un senso e ci può salvare, per sempre.

 

 

 

Dalla introduzione:

 

 

Questo libro è tappa fondamentale di una ricerca interiore, una ricerca rivolta ad ascoltare tutte quelle parole che sono rimaste inespresse per dare spazio alle poesie che componevano le sillogi precedenti.

In “Invidio il vento” la tematica dell'amore, che ha caratterizzato i libri precedenti, lascia spazio ad altre tematiche affrontandole con spirito di ricerca e sperimentazione, allo scopo di trovare una nuova via poetica personale.

Questa ricerca stilistica mi ha portato all'uso sia del verso libero che all'esercizio, se pur in misura minore, della metrica classica, che in alcuni casi è stata volutamente alterata nella ricerca di un metro espressivo personale.

Qualsiasi ricerca tendente ad un'evoluzione, non può mai dimenticarsi di chi è venuto prima di noi .

I richiami a poeti della tradizione classica, soprattutto ottocentesca, sono un riverente omaggio ai Maestri che mi hanno preceduto.

 

 



 

 

Copertina Tutti i colori dell'autunno 300

PRESENTAZIONE NAZIONALE PISA

8 Novembre 2014

Palazzo dei Congressi, Via Matteotti 1

PBF2014 logo

 

Pisa Book Festival 

Dalla copertina:

Tutti i colori dell’autunno è la prima vera prova narrativa di Stefano Massetani. Nei suoi racconti, cesellati con la finezza di un consumato cantastorie, riesce a rappresentare con sorprendente intensità la vita; la vita di tutti i giorni fatta di piccoli gesti, di egoismo, di miseria umana, ma anche di speranza e amore.

Con la sua scrittura precisa e intensa, che nasconde un’apparente semplicità e una straordinaria potenza emotiva, Massetani ci regala il ritratto di un autunno indimenticabile: torbido e inquieto, capace di sopravvivere all’amarezza e di sfruttare attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada verso l’inverno.

L’autunno, ci avverte l’autore, è la stagione che in sé racchiude la più grande varietà di sfumature di colore che l’occhio umano possa cogliere; altrettanto l’essere umano nel suo autunno riesce a scorgere al meglio il caleidoscopio di sensazioni che la vita gli mette a disposizione. Sta a lui soffermarsi un attimo per poterle cogliere e apprezzare senza lasciarsi sopraffare dai rimpianti quando inevitabile giungerà l’inverno della vecchiaia.

Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, momenti che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle.

Dalla introduzione:

L'autunno è la stagione dell’anno che racchiude in sé la più grande  varietà di sfumature di colore che l'occhio umano possa cogliere.
Nessun’altra stagione può vantare tale primato: né la prospera primavera, né la rigogliosa estate riescono a mostrare i propri colori come sa fare l'autunno.
Anche nella vita succede lo stesso!
L'infanzia passa troppo rapidamente, mentre gli affanni della gioventù spesso ci fanno perdere il vero senso della vita.
Ecco, allora, correrci in soccorso la maturità che, come l'autunno, ci fa scorgere al meglio tutte le sfumature della vita.
Sta a noi soffermarci un attimo per poterle cogliere, apprezzare e, soprattutto, per non farci sopraffare dai rimpianti quando sopraggiungerà, inesorabile, l'inverno della vecchiaia.

 

 

 

Dalla Prefazione di Antonella Pericolini:

 

 

Dalla bella introduzione dell'autore potremmo essere tratti in inganno, pensare che possa essere una raccolta di racconti immersi nei ricordi o nel bilancio di una vita. Ma non è così, questi racconti sono immersi nella vita, nella vita di tutti e, soprattutto, sono pieni di vita. Dentro ognuno ritroviamo noi stessi: uomini, donne, adolescenti, nonni, padri, madri, figli.

Nulla di particolare si potrebbe pensare, tanti altri hanno scritto racconti su episodi della vita. Ma qui un tocco unico invece lo si trova: l'autore osserva con l'occhio attento e mai spento del poeta, elabora con l'anima e scrive con la penna intrisa nell'inchiostro del poeta, quale lui è.

Dentro ogni racconto c'è poesia, quella poesia che spesso negli affanni e nella vita di tutti i giorni ci abbandona, perché la nostra vita è comunque poesia e piena di poesia.

La vita, l'amore, l'amicizia sono doni preziosi di cui spesso dimentichiamo il meraviglioso valore. Su questo l'autore ci fa soffermare, ci costringe ad abbandonare il mare impetuoso delle nostre frenetiche esistenze per lasciarci cullare dalle onde armoniose delle emozioni.

Mi fermo qui. Roberto Gervaso, mio grande maestro, sostiene che le prefazioni non le legge mai nessuno e, da lettrice di tutta una vita, non posso che concordare con lui. Ma nutro una piccola speranza che, nel suo essere breve, qualcuno la legga e venga incuriosito a proseguire nella lettura di questo libro. A tutti quelli che lo faranno auguro buon viaggio!

 

 Antonella Pericolini

 

 

 

Hanno parlato di "Tutti i colori dell'autunno":

RECENSIONE di Lina Cortesini Fernandez :

Tutti i colori di una storia d'amore in "Fiore di vetro", tutti i colori delle vicende umane nei racconti del nuovo libro. I sentimenti, le emozioni non
si effondono direttamente come nelle liriche, ma si incarnano in personaggi, in situazioni.
La narrazione è limpida, breve, i toni mai eccessivi, il dramma è lasciato intuire.

E' come avere davanti tante gocce d'acqua attraverso le quali, in trasparenza, si vede un vario mondo.

Ambiente di campagna: erba, alberi, boschi, radure, un lago, il mare.

Uomini e donne diversi: ogni figura è il dolore, il rimpianto ,il tradimento, la solitudine, ma anche l'amicizia, l'affetto, la dedizione .la coscienza, più forte di ogni altra cosa.
Amari molte volte i racconti, come amare molte volte erano le liriche, ma al di là di una sofferenza forte emerge comunque una volontà di "essere", di resistere, si avverte la gioia di vivere.
Lo stile è limpido, le descrizioni precise, i dettagli minuziosi, ma la prosa si eleva negli aggettivi e nelle metafore.

Una prosa concreta, anche dura, eppure poetica.

 

CONSIDERAZIONI di Anna Marchetti :

 I racconti sono delle "chicche" unici nella loro varietà e bellezza come i colori dll'autunno.

Spirito di osservazione, ironia, umorismo, profondità di sentimenti inducono a riflessionibenefiche per il cuore e per la mente.

Bravo, bravissimo!...

Il passo per il figlio è "un testo da antologia" per i valori che trasmette al giovane,inoltre, ai nostri giorni è una lezione per tanti genitori a crescere e guidare i propri figli nelle strade della vita.

 

CONSIDERAZIONI di Antonio Biagioni :

Sa cogliere la profondita' delle emozioni nella semplicita' della vita quotidiana, denotando una sensibilita' fuori dal comune.

 

RECENSIONE di Rebecca Molea :

 Il titolo 'tutti i colori dell'autunno' è una metafora che allude all'età adulta. Nell'introduzione, infatti, l'autore spiega in modo semplice e chiaro che ogni età ha una sorta di analogia con le diverse stagioni: la primavera, l'estate, età riservate alla giovinezza, sono quelle che passano più in fretta; l'autunno, quella più colorata e quella che gode di più sfumature, è quella della maturità. Proprio durante questo periodo la vita si mostra nella sua interezza, in tutte le sue varianti, ed è compito di ognuno, dice Massetani, scoprirne i particolari.
Nei trentatré racconti che egli ha qui raccolto, ci vengono mostrate proprio tali sfumature: ogni storia, piccola o grande che sia, racchiude e analizza uno degli aspetti dell'esistenza, lanciando dei messaggi che, se colti e ben intesi, possono spingervi ad una profonda riflessione su quanto, a volte, anche i più piccoli dettagli o gesti possano essere importanti nella vita di ogni giorno.
Quasi come se stesse raccontando una fiaba o una favola, con lo stesso sapore retrò che piaceva tanto a noi quando eravamo piccini, l'autore ci porta a riscoprire il valore dell'amicizia, dell'amore..quasi si avverte, in alcuni racconti, l'eco lontano e disperato della solitudine e della morte.
Massetani parla di realtà, di sentimenti e emozioni che prima o poi ognuno di noi avvertirà sulla pelle. Ma la particolarità di questa raccolta sta proprio nel modo in cui egli ne parla: le nasconde dietro a storie che ad una prima lettura potrebbero sembrare banali o addirittura surreali. Il suo stile ricorda un po' quello delle nonne. Da piccoli a tutti sarà capitato di sentire la storia degli agnellini e del lupo, o ancora del gatto con gli stivali o del fagiolo magico.. queste storie hanno tutte un filo comune: oltre la storia, divertente o meno che sia, hanno un di più, nascondono un messaggio, un insegnamento. Proprio come questi racconti.
Il culmine del libro, a mio parere, viene raggiunto nel finale, dove le storie sembrano quasi tingersi dei colori del tramonto: emergono nostalgia, malinconia, ma anche voglia di vivere, dolcezza..
Ho particolarmente apprezzato l'attenzione che l'autore rivolge verso i piccoli gesti, quelli che sembrerebbero essere inutili ma che in realtà possono essere importanti per chi, purtroppo, non ha molto.
Se la sua intenzione era quella di creare una raccolta i cui racconti ruotassero attorno alla vita, allora ci è riuscito: questo libro è esattamente un gioioso e fresco inno a vivere appieno le proprie giornate. Come? Basta prendere il ritmo.. e poi, danzare, danzare, danzare, avvolti dalla sua dolce melodia.

 

"Ascolta la musica della vita e danza insieme a lei"

 

 

RECENSIONE di Serenella Menichetti:

Tutti i colori dell’autunno”  è questo è il titolo della raccolta dei trentatré racconti di Stefano Massetani.
Un titolo metafora che simboleggia l’età adulta.
Il raggiungimento della maturità, momento magico in cui, ci possiamo permettere di rallentare il passo ed affrontare  i sentieri della vita passeggiando. Con i sensi pronti a recepire il mondo in una prospettiva diversa, con una consapevolezza diversa.
I sensi si affinano sempre di più, giorno dopo giorno, ne percepiamo la forte intensità, che ci permette di scoprire dati e  dettagli  nuovi. Informazioni preziose che nell’età giovanile non eravamo in grado di cogliere e recepire.
Questa nuova stagione ci introduce nella fase del “Poter Sentire”
a 360°. Momento da non sottovalutare, che non ci deve far rimpiangere la passata stagione.
Massetani con il linguaggio universale del poeta, attraverso i suoi personaggi ci comunica il suo sentire.
L’autore: è riuscito a sciogliere il saldo nodo del filo grigio che lega l’individualismo all’opportunismo, legando tra loro questi racconti con un filo colorato, dalla mille  tonalità dei colori più caldi.
Si tratta di prose, tutte abbastanza brevi, al massimo di tre pagine, quindi la lettura risulta piacevole, grazie alla varietà dei temi ed allo stile del linguaggio, decisamente poetico e costellato di metafore.
Massetani dal punto di vista letterario possiede la capacità di essere lirico, essenziale e toccante, nei suoi scritti vi è anche senso critico e coraggio. Crede nella parola, non ha timore di usarla, sia che si tratti di temi soffusi, poetici e intensi, sia che si tratti di denuncia, di rabbia, di speranza di ardore.
Nei suoi racconti c’è l’amore ed il rispetto per la natura, la rabbia per l’ingiustizia e soprattutto il valore dell’essere e non dell’apparire. Sa essere intenso, ironico e lirico.
Calarsi nelle profondità, scavare, riportare alla luce su pagina bianca.
E’ questo il processo che lo scrittore è riuscito perfettamente a compiere.
Per questo ogni storia di questo libro lascia il segno ed invita ad ampie e profonde riflessioni.
Ciascun fruitore, dopo essersi per così dire divertito, riflette a distanza, ovvero nel tempo e nelle varie e diverse circostanze della sua vita, proiettando su se stesso le esperienze vissute nella pagina del libro.
Dopo questa accattivante lettura, mi sento assolutamente di affermare  quanto l’autore abbia veramente fatto centro.
Per il fatto di essere riuscito a raggiungere pienamente uno degli obiettivi fondamentali della scrittura: cioè quello di appassionare il lettore e nello stesso tempo, fornirgli, quelle vibrazioni positive e corroboranti, capaci di ampliare il pensiero.
Per questo mi sento di dare ai futuri lettori, di qualsiasi età essi siano, il consiglio di lasciarsi tentare tranquillamente, da un simile libro, capace di suscitare quella dimensione di arricchimento del binomio – letteratura-vita non quantificabile né misurabile.

 

 

 

RECENSIONE di Carmen Togni:

“Fiore di vetro” e “Tutti i colori dell’autunno” sono libri di Stefano Massetani, che hanno portato nelle mie mani una ventata di colori autunnali ma anche primaverili al tempo stesso. Si comincia con una raccolta di poesie, che racchiude in tutte le sue parole, ma anche nei rari spazi bianchi, tutta la malinconia e qualche volta anche la tristezza che ci può essere in un animo sensibile, non per questo immune da improvvisi conati di tenerezza e di fascino misti a improvvisi sprazzi di felicità e di gioia. Il poeta, per natura nonostante le avversità della vita, non demorde mai dall’intento di leggersi dentro, leggendo allo stesso tempo negli occhi del prossimo e del creato intorno. E tutto ci viene donato come fosse una tiepida cascata di profumati petali, nella quale il lettore si adagia fiducioso, finché non succede qualcosa di piacevole e allo stesso tempo di inquietante.
“Tutti i colori dell’autunno” ci snocciola una serie di piccoli episodi, che celano, non sufficientemente, la natura poetica di questa narrativa. L’autore esce da tutto ciò che compone la sua identità più nascosta, per camminare nei viottoli e nei sentieri della vita. E questo è un bellissimo splendido vagare, senza meta, non scevro da sorprese, che svela al lettore ogni angolo della natura, sia umana che ambientale. E mette in luce ogni preziosa perla possibile, nascosta nel cuore dell’umanità tutta, anche se a tratti poi rivela anche qualche caduta, laddove l’uomo rinnega irrimediabilmente se stesso.


Ed è così che queste letture ci fanno vivere un’esperienza unica e irripetibile che aiuta a meditare su tutto ciò che ci ri- guarda come esseri pensanti dotati di anima.

Può servire per tentare di trovare rimedio alle carenze di qualsivoglia natura, laddove sia importante e lo è, guardare al futuro.

Casalgrande, 1 Dicembre 2015

 

 

 

CONSIDERAZIONI di Nuccia Praticò:

“TUTTI I COLORI DELL’AUTUNO” è un fine cesellare stati d’animo in quadri d’ambiente pregiati, di cui respiriamo gli odori e quasi assaporiamo i colori.
Pennellate precise ,a volte morbide ,a volte graffianti , ma sempre capaci di evocare sentimenti e suscitare sensazioni che sono riposti nel mondo di ognuno di noi, non in quanto appartenenti al passato, ma perché intimamente tessuti nel nostro divenire e presenti in ogni momento del nostro essere.
Così ogni racconto diventa lirica , intensa e leggera al tempo stesso, nella cui atmosfera ci immergiamo con passo sicuro .
Mi piace perché è una prosa limpida, netta, in grado di trasformare anche un semplice evento in un vissuto dell’anima ,con un tocco rievocativo molto suggestivo.
Complimenti , Stefano!"

 

 

CONSIDERAZIONI di Valeria-Chiara Bastoncelli:

"Ho letto.. ho letto TUTTI I COLORI DELL'AUTUNNO... sono stata investita da un uragano di odori colori sapori dolori .. pennellate di vita vissuta da vivere non vissuta mai o forse da avvenire.
Stefano Massetani parlarci è come parlarsi ma leggerlo è incredibilmente fantastico ..sembra di essere personaggi di dipinti macchiaioli.. macchie che danno un quadro personale e di una sensibilità Non comune x i nostri giorni..
Stefano ....da pisana come te dico:
BOIA DEH' ...D'ARTE NON SI MANGIA... Ma tra un aspirina e un tachidol un verso in rima rende il raffreddore migliore..."

 

RECENSIONE di Maria Rizzi:

"Tutti i colori dell'autunno" di Stefano Massetani, pubblicato dalla Giovane Holden Edizioni,ci regala brevi brani di prosa, dall'alto afflato lirico, che dipingono le diverse situazioni dell'esistenza. Alcuni sono affreschi veloci, autobiografici, che vedono come cornice la stagione autunnale; altri contengono un plot narrativo e mettono in rilievo problemi socialicome il bullismo, risolti da atti di altruismo - "Palla di lardo"-, o come il rapporto con la caccia, che diviene, di colpo, conflittuale, come se il protagonista prendesse coscienza a poco a poco che non vale la pena di immolare creature innocenti sull'altare di un hobby. Un testo che scorre
rapido come l'autunno, stagione dai colori tanto forti, quanto effimeri.
Ai testi tesi verso finali sereni, se ne alternano altri, brucianti, come "Il tradimento", nel quale l'Autore focalizza con toni sanguigni l'abbandono di un cane.Il problema è attuale, come gli altri, peraltro, e didattico.Il breve racconto, scritto in prima persona dall'amico dell'uomo per eccellenza, risulta tra i più convincenti e incisivi.

Tra i flash di alto spessore umano, vannocitati, senz'altro, anche "Il barbone" e "Gli amici".
Stefano sparge semi di riflessioni sulle radure di questa stagione che è intrisa di saggezza e dinuova capacità analitica.

Senza volontà di redimere e redimersi. Con la purezza dell'uomo che ha attraversato a cuore nudo le stanze della vita.
                 Maria Rizzi



 

 

 

 

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